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CLAUDIO IMBRIANI,

  • nasce a Napoli, in casa, il 4 ottobre 1951 da Francesco, poliziotto, e da Anna Branca, impiegata nel campo della distribuzione cinematografica.
  • Il padre proveniente da famiglia contadina con piccola proprietà terriera in provincia di Avellino, conquistata dal nonno Alberico con nove durissimi anni di lavoro in acciaieria a Boston, senza mai tornare a casa, fino alla grande crisi economica del 1929, che lo indusse a rientrare in Italia (altrimenti si sarebbe avuto un Claudio … americano).
  • La madre, figlia di Michele, maresciallo dell'esercito italiano, appartenente a famiglia nobiliare cosiddetta “decaduta” (ovvero, e da gran tempo, col titolo ma … senza soldi).

    Bambino vivace come tanti, cresce “in fretta”, e non solo fisicamente (a tredici anni già sfiorava il “metro e ottanta”, tanto da indurre i genitori ad un controllo per una disfunzione tiroidea presunta e figlia di pura “ignoranza”), anche attraverso la lettura di decine e decine di libri di vario genere (avventure, scienza e fantascienza, che gli ingigantisce quella tipica curiosità che rende inclini al futuro, determinandone ed alimentandone i processi evolutivi genetici).
  • Nel contempo ascolta musica, tanta ed eterogenea, innamorandosi irrimediabilmente, ovvero per sempre, di quella lirica. Di tale amore è segno in tutta la sua vita, pur dedicata ad altro lavoro in altra Istituzione. Di ciò è fatta chiara menzione nel suo “curriculum vitae”( v. "Esperienze Personali").
    Dotato di uno straordinario talento vocale, arriverà anche ad incidere dischi a sue spese, con ricavato interamente devoluto a cause umanitarie: di seguito si riporta anche la copertina ed il “libretto” del suo primo disco, che serve a ben inquadrare l'animo artistico, oltre che umano, di Claudio.
  • Tutto il periodo degli studi istituzionali, dalle elementari all'università, è contraddistinto da un impegno non certo comune, fatto di studio intelligente, sempre arricchito col ricercato ampliamento delle fonti d'informazione e delle motivazioni dei fatti con confronto di pareri, oltre che da attività sportive normalmente connaturate all'età (tennis, anche da tavolo, calcio, atletica leggera), nelle quali, invero senza eccessivo impegno, riesce comunque a distinguersi positivamente, sempre a livello di puro dilettantismo.
  • Dopo il conseguimento della “maturità classica” presso il Liceo-Ginnasio statale “Vittorio Emanuele II” di Napoli, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza presso l' Università statale “Federico II” di Napoli, dove nel 1975 consegue la laurea col massimo dei voti e la lode, discutendo la tesi “La fase preparatoria del procedimento amministrativo” con il chiarissimo Professor Iaccarino.
  • Per mantenersi agli studi senza gravare eccessivamente sui genitori, che già provvedevano alle esigenze primarie di una famiglia composta da cinque persone ed al pagamento del mutuo per l'acquisto dell' agognata prima casa, comincia a tenere lezioni private di italiano, latino e greco a “rampolli” della cosiddetta “Napoli bene”, dove, introdotto dallo zio paterno Felice (“Alberto” per tutti) e dalla zia Francesca Lauro, si guadagna in breve tempo ampia credibilità e stima per l'impegno, il “savoir faire” e per i risultati ottenuti.
    Per poter far fronte a ciò studia di notte, relegando il sonno a poche ore, caratteristica che da allora lo accompagnerà sempre.
  • Fra gli altri, dà lezioni alla figlia di un noto banchiere napoletano, che, all'indomani del conseguimento della laurea da parte di Claudio, “bruciando sul tempo” altro Istituto di credito nazionale, lo chiama a far parte dei suoi collaboratori più stretti presso la Ragioneria Generale della Banca (Banca Fabbrocini S.p.A.) prima ed alla Direzione Crediti poi, a riporto diretto del Direttore Generale.
  • Forte di tale esperienza, pressoché unica per un giovane della sua età, e subito dopo aver partecipato ad un seminario organizzato dall'A.B.I. con la collaborazione della S.D.A. dell'Università Bocconi, decide di qualificarsi maggiormente nel settore bancario ed aderisce all'offerta di assunzione , nell'ambito del Personale a disposizione della Direzione Generale, fattagli dalla Banca Nazionale del Lavoro, non esitando, per il ritenuto fine superiore della sua più ampia preparazione e pur essendo già capofamiglia, a rinunciare ai gradi di carriera già acquisiti presso la Banca Fabbrocini.
    Comincia così, dal 3 luglio del 1978, una nuova attività frenetica, fatta di tanto lavoro e di studio continuo dell'operatività della Banca.
  • Fra la fine del 1980 ed i primi mesi del 1981 supera brillantemente il concorso (ammissione per “titoli”, oltre a prova scritta ed orale) organizzato dalla Banca per poter partecipare ai suoi notissimi ed apprezzatissimi corsi di addestramento/formazione del futuro personale direttivo, vera e propria specializzazione operativa post universitaria.
    Tutto il resto della vita professionale di Claudio Imbriani in B.N.L. è contenuto nel “curriculum vitae” ( v. "Esperienze Personali" ).
  • Già nel primo quinquennio del nuovo secolo appare sempre più chiaro, anche agli osservatori meno esperti e nonostante che qualche voce ritenuta autorevole si sforzi a più riprese di affermare l'esistenza di adeguati presupposti per il contrario (“stand alone”), che la Banca Nazionale del Lavoro non è in grado di sostenere da sola adeguatamente le nuove sfide anche di carattere internazionale che si vanno via via imponendo in uno scenario sempre più contraddistinto da globalizzazione di mercati e, pertanto, economica.
  • Saltate per motivazioni diverse possibili aggregazioni interne (nazionali), la prima e forse più importante delle quali avrebbe potuto attuarsi col controllo -osteggiato da più parti- del Banco di Napoli, altre con il Monte dei Paschi di Siena e con Unipol, B.N.L. diviene mira di colossi stranieri, “in primis” del Banco Bilbao Vizcaya e successivamente di B.N.P. Paribas, che se la “aggiudica” improvvisamente e, come spesso succede nei casi della specie, inaspettatamente, come in più occasioni ha avuto modo di rappresentare e ricordare lo stesso Presidente (tuttora tale) di B.N.L. Luigi Abete.
  • La presentazione di B.N.P. Paribas è magnificata da quest'ultimo e dal “top management” della Banca, che pure, in pratica fino a qualche giorno prima, era tutto e del tutto schierato a favore del Banco Bilbao Vizcaya.
  • E' curioso ricordare che non certo molto tempo prima il Consiglio di Amministrazione di B.N.L., che nell'occasione aveva scelto di riunirsi straordinariamente a Milano, proprio dove Claudio Imbriani era Direttore dei Mercati Retail, Private Banking e Pubblica Amministrazione dell'intera Area Territoriale Lombardia, aveva dichiarato “non ostile” l' O.P.A. (Offerta Pubblica di Acquisto) avanzata dal colosso bancario spagnolo, esultando e brindando alla conclusione.
    Di fronte al nuovo acquirente, che offre interamente denaro a fronte dell' acquisizione, tutto il “management” dimentica immediatamente la "fede" espressa in precedenza e lo “abbraccia” senza riserve.
  • L' “ingresso” di B.N.P. Paribas si appalesa, in un primo periodo, profondamente rispettoso di B.N.L. e del suo management, che risponde collocando sul mercato masse addirittura impensate di titoli di fabbrica francese. Addirittura, ancora, viene premiato lo sforzo particolare profuso dal management di B.N.L. nel trapasso. Si sottolinea da più parti, anzi, che sono proprio le risorse umane, particolarmente preparate e capaci nell'approccio col mercato, ad essere state la più preziosa acquisizione.
  • Da allora sono trascorsi circa tre anni e mezzo, con esodo “spinto”, fra gli altri, della maggior parte della precedente dirigenza, che tanto aveva dato e, per i più, ancora poteva dare per capacità, abnegazione e, per tanti, addirittura “amore” all'azienda servita per tanti anni.
  • Tant'è! Ha certamente ragione chi compra. Ma, ci si domanda, chi riconosce il diritto e come, in qualche modo, sono o possono essere tutelate le aspettative più che legittime in tanti anni maturate da chi … viene comprato?
  • Chi tutela i diritti delle famiglie, che, dopo aver vissuto -e probabilmente nessuno, all'esterno, riesce ad immaginare quanto male!- le protratte assenze dei genitori per un lavoro che arriva a prenderti oltre ogni misura, si trovano improvvisamente senza tutto ciò che, pur con sforzo “partecipativo”, serviva a dare una qualche giustificazione ad una anomala vita familiare e, per di più, davanti a genitori prostrati dall'evolversi degli eventi? Sembra sempre che questi ultimi possano toccare solo agli altri …
  • Non ci è consentito dare risposte: queste competono, in tutti i casi della specie (ormai … futuri) alle istituzioni e, si spera, anche e prima alle capacità anticipatorie che, con i suoi orientamenti tradotti in decisioni, saprà e vorrà esprimere il potere giurisdizionale nei diversi casi e per i diversi motivi interessato.
  • In questo scenario, passando per vicende che mai l'interessato avrebbe neppure lontanamente pensato di poter vivere, per i definitivi chiarimenti delle quali si dovranno purtroppo attendere gli esiti di avviati ed avviandi procedimenti giudiziari, B.N.L. e Claudio Imbriani -già suo dirigente di spicco assoluto anche per la continuità e l'eccellenza dei risultati conseguiti- intraprendono strade diverse.

Approfondimento sulla vicenda giudiziaria clicca qui.








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